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Inviato il: 26 aprile 2004
da: Padre Francesco <fmonticchio@libero.it>


Messaggio di P. Renato Jò Angulete


Cari amici di CHINDECHIAMABARI, qualcosa si muove! Vi mando una brevissima e-mail che mi ha inviato proprio oggi Fra Fortunato. Fra Renato Jò Angulete sta facendo il possibile per ottenere un appiazzamento di terreno dove costruire la casa di accoglienza per i ragazzi orfani e di strada. Aspettiamo notizie da lui e aspettiamo ancora nuove adesioni che ci aiutino a completare i 100.000? previsti. Dalla Regione Puglia ancora non abbiamo avuto notizie incoraggianti, anche se sappiamo che stanno lavorando per arrivare all'approvazione del progetto e renderlo operativo. Speriamo al più presto! I ragazzi non possono ancora attendere per strada...

Ancora una volta faccio appello a chi può .... per aiutare questo progetto. Naturalmente questo appello è diretto con molta fiducia alla Regione Puglia da cui attendiamo il maggior contributo.

Veramente molto ha fatto il popolo pugliese! Grande gente! grande popolo! grande cuore! Se la regione Lazio dopo l'appello del Sindaco di Roma, Walter Veltroni, ha realizzato circa 30.000? per soccorrere un progetto dell'Unione Generale delle Cooperative di Maputo (Mozambico)... possiamo essere davvero fieri se in Puglia abbiamo realizzato più di 47.000? per il nostro progetto CHINDECHIAMABARI!  Non è campanilismo spicciolo! E' una grande gara di solidarietà! E' una grande emulazione! E' una nuova maniera di dire P A C E !  Parola tanto piccola e tanto faticosa per spalmarla nel tessuto sociale, nell'ingranaggio dell'economia comunale, provinciale, regionale, nazionale e internazionale. Ora possiamo dire che la gente del Lazio e della Puglia questa cosa la sa fare. E cioè spalmare nella propria economia familiare i debiti degli altri, che non hanno di che campare!

Voglio ringraziare il Sindaco Walter Veltroni per quanto ha detto, scritto e fatto per l'Unione Generale delle Cooperative di Maputo, fondata dal grande missionario cappuccino Fra PROSPERINO GALIPOLI, scomparso di recente a  Maputo, morto sulla breccia dopo 46 anni di testimonianza cristiana e di lotta contro la fame e lo sfruttamento dei popoli più poveri della terra.

Ecco quindi il testo del messaggio dal Mozambico

Qui la vita corre normale.
Renato si sta muovendo per avere dall'Amministratore di Chinde un pezzo di
terra per costruire il nuovo orfanotrofio. Ha già parlato con diverse
strutture che stanno soddisfatte. Nei prossimi giorni ritorna a Chinde e
continuerà i contatti.


Un grazie a tutti da parte mia
Fra Francesco Monticchio

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Inviato il: 20 marzo 2004
da: Convento Frati Cappuccini - Giovinazzo


DICHIARAZIONI DI P. RENATO JÒ ANGULETE
La gioia dei bambini di Chinde e di P. Renato



Tascriviamo quanto P. Renato ha dichiarato davanti al registratore, dopo aver saputo della grande generosità manifestata dal popolo pugliese e delle massime autorità della Regione Puglia e del Comune di Bari in relazione al suo appello per la costruzione di una casa di accoglienza per 50 bambini orfani o di strada che vivono ora in difficili situazioni logistiche a Chinde.

Abbiamo qui con noi P. Renato Jò Angulete, il cappuccino mozambicano che tempo fa ha lanciato l'appello per soccorrere di bambini di strada, ciechi o orfani di cui si sta prendendo cura da qualche anno. Ormai sei informato su quanto sta succedendo in Puglia per venire incontro al tuo progetto, quali sono le tue impressioni?
"Abbiamo ricevuto con grande gioia queste informazioni di quanto sta facendo la Puglia per i nostri bambini bisognosi. Appena informato, sono andato a Chinde a dare queste belle notozie ai bambini e alla comunità cristiana che si occupa di loro. Dire che tutti sono rimasti contenti, è dire poco, ma contentissimi. Questa notizia ci è arrivata come l'acqua fresca nel momento di massimo calore dell'estate. Non ce lo aspettavamo. Noi ormai ci sentivamo perduti...tutto era oscuro...Ma quando sono arrivate le vostre notizie... la vita ha ripreso a sorridere... la speranza ... il cuore hanno ripreso a battere.... speriamo che il sogno si realizzi al più presto".
Fra Renato, già sai che le offerte spontanee della gente di Puglia hanno raggiunto circa il 50 per cento dei 100.000,00 E che hai chiesto per il tuo progetto. Sai anche che il Presidente della Regione Puglia, Dott. Raffaele Fitto, ha promesso un contributo... pesante ... Che effetto ti fa tutto questo?
"Bellissimo! Bellissimo! Grazie! Grazie a tutta la gente di Puglia che aperto il cuore a questa nobile opera della solidarietà umana che l'espressione più concreta della carità cristiana. Grazie al presidente Raffaele Fitto. Essendo stato tanti anni in Italia, mi sento anche io pugliese e barese di adozione. Questa disponibilità mi conferma in questo mio sentimento e mi toglie qualunque parola della bacca per dire la gioia. Davvero non so come esprimermi...Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile tutto il programma di azione di Chindechiamabari. Ringrazio i miei cinfratelli frati Francesco e Benito, che stanno lavorando molto per questo progetto. E ringrazio ancora l'amico di gioventù Sergio Scarcelli e i giovani che gravitano intorno al suo pub Storie del Vecchio sud che ha iniziato la mobilizzazione generale verso il progetto. Un grazie anche ad Antonio Di Matteo, il consigliere comunale di Bari, che sembra sia il caterpillar di tutto il Comitato. E non posso dimenticare i giovani studenti teologi di S. Fara perche grazie al loro dinamismo e spirito missionario ogni iniziativa è stata portata a termine con successo. Tra le cose più belle che ho saputo, voglio citare l'azione di tutti i frati dei nostri conventi di Puglia e dell'Ordine Francescano Secolare di Puglia, perchè attraverso la loro azione capillare il progetto è stato conosciuto ed adottato da tantissime persone. Grazie per tanta solidarietà. Grazie per il vostro impegno. Grazie del vostro dono. Pregherò per voi. Grazie ancora!"

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Inviato il: 17 febbraio 2004
da: Convento Frati Cappuccini - Giovinazzo

4 Domande a Fra Francesco Monticchio sul progetto
"CHINDE CHIAMA BARI"


Com'è nata l'iniziativa?
La storia di CHINDE CHIAMA BARI è cominciata così. Circa tre mesi fa, noi frati ce ne stavamo in convento tranquilli, per i fatti nostri. Suona il campanello e ci vengono incontro alla porta due signori: il consigliere comunale di Bari Antonio di Matteo e Sergio Scarcelli del pub "Storie del vecchio Sud". Ci dicono: "siamo i promotori del progetto CHINDE CHIAMA BARI. Ci siamo costituiti in comitato insieme a molte altre persone tra cui il presidente del consiglio del comune di Bari, Costantino Monteleone per una raccolta di fondi da destinarsi alla costruzione di una casa di accoglienza per ragazzi di strada e orfani nella città di Chinde in Mozambico!" Noi frati ci guardiamo in faccia con un grosso punto interrogativo. Francamente sembravamo Erode e il suo sinedrio all'arrivo dei Magi a Gerusalemme! Ma che storia (del vecchio sud) è questa? Cosa ne sanno loro di Chinde e del Mozambico?. Proprio Chinde, "il buco del mondo"! Poi uno di noi domanda: "ma voi ci siete stati in Mozambico? E Chinde? Come mai vi siete arrivati? Ma che storia è questa?" Sergio, col suo vistoso e tremante anello all'orecchio e con una certa timidezza avanza: "L'anno scorso ho ricevuto una lettera dal mio grande amico e "maestro" padre Renato Jò Angulete, un vostro confratello mozambicano, che ora lavora a Chinde. Trenta anni fa era qui a S. Fara, studiava teologia. Io ero ragazzino e venivo qui in parrocchia per giocare a calcio nel campo del convento. L'anno scorso mi ha scritto questa lettera. (Mette fuori una reliquia di busta e un foglio scritto a mano. La grafia era innegabilmente di Fra Renato!)... Poi continua... Ci ho messo un anno per mettere sù questo comitato". A questo punto prende decisamente la parola Antonio, voce bassa e forte da sindacalista o meglio ancora, da comunista di Rifondazione. "Ecco siamo venuti per chiedervi l'appoggio logistico e di credibilità. Noi andremo avanti, ma se voi ci date il supporto di credibilità forse è meglio!" Ancora uno sguardo di intesa tra i frati, e un "Va bene! Cominciamo! Cosa intendete fare? Qual è il vostro progetto?"

Il resto è solo storia.
Una Storia del Vecchio Sud conclusasi domenica 8 febbraio.

Come l'avete articolata?
Si è trattato di coinvolgere il più grande numero di persone, non solo nella città di Bari ma in tutta la Puglia. Antonio Di Matteo mostra una grande esperienza in questo campo. Ma ancora di più una grande volontà di muoversi e una grandissima voglia di realizzare quest'opera: una casa che accolga i bambini soli che hanno per casa una strada e per mestiere quello che la strada offre loro di fare: chiedere l'elemosina oppure organizzarsi in piccole bande di furfanti per realizzare micro-furti per sopravvivere. La guerra civile, ormai finita da dodici anni in Mozambico, ha lasciato, tra le altre cose sempre e tutte tanto brutte, questo nuovo mestiere o questa nuova maniera di essere e di vivere, arrangiarsi per strada!
Dare a questi bambini una casa, un letto, un tavolo, un piatto, un quaderno, una penna, questo è stato il messaggio che abbiamo portato in giro di club in club, di società in società, di impresa a impresa, di ufficio in ufficio! Abbiamo avuto contatti col Sindaco di Bari... Col presidente della Provincia di Bari... e con il Governatore della regione, dottor Raffaele Fitto, con le imprese municipalizzate e tutte le caserme delle forze dell'ordine per coinvolgere tutti a partecipare al torneo del cuore: otto squadre si sono affrontate nei giorni 31 gennaio e 1 febbbraio. In una delle squadre ha giocato anche il Presidente Raffaele Fitto. La sua squadra, non ce ne voglia il presidente della regione, ha perduto con la selezione rappresentativa dei giovani frati dello Studentato teologico dei Cappuccini di S. Fara: ma ha perduto a testa alta ai rigori. Per il Presidente della regione c'è stata una piccola/grande consolazione perché ha segnato un rigore!
Grande partecipazione della gente e grandi emozioni ha suscitato lo spettacolo "non-stop" al teatro Piccinni. Dalle diciotto alle 23.30 del giorno 8 febbraio sempre il tutto esaurito. Più di 350 artisti si sono succeduti sul palco, tutto in un procedere professionistico. E pensare che ogni direttore non era un professionista di luci o di palco.. Solo tanta volontà, tanto desiderio di esserci e di dare il proprio contributo al progetto della costruzione di una casa di accoglienza per bambini di strada a Chinde. Bambini sfortunati, figli di un popolo sfortunato a cui l'ordine attuale delle cose e l'organizzazione attuale dei popoli e delle nazioni impedisce di sedersi alla ricca mensa del mondo e ricevere la loro parte di beni che la madre terra e il lavoro dell'uomo produce abbondantemente per tutti!
Un altro momento di coinvolgimento di tutta la Puglia (almeno per quanto è stato possibile nel breve spazio di tempo di preparazione) è stata la distribuzione di blocchetti per la partecipazione alla "riffa di beneficenza". Qui c'è stato il coinvolgimento dei frati cappuccini di tutti i conventi di Puglia. Ma specialmente attivo è stato l'Ordine Francescano Secolare di tutta la Puglia che si è assunto l'onere di vendere più di 120 blocchetti! La "riffa" si è svolta presso il santuario di S. Fara che i frati hanno messo a disposizione. Varie centinaia di persone hanno assistito al mini-concerto e alla estrazione finale dei 1° fortunati biglietti, alla consegna delle coppe del torneo e dei diplomi di partecipazione ad ognuna delle manifestazioni.

Cerchiamo ora di collocare l'iniziativa: cosa è Chinde?
E' proprio il caso di dire: cosa è Chinde. Una piccola isola nel delta del grande Zambesi. Nel cuore del Mozambico. Noi cappuccini siamo stabilmente presenti dal 1952, quando il nostro P. Anselmo Allegretti ricevette le consegne della missione dall'anziano Padre Cirillo Saldanha che la aveva retta per circa 20 anni. Cittadina fiorente fino a 50 fa, quando il movimento delle merci e delle persone avveniva sul fiume Zambesi. L'avvento delle strade asfaltate e della ferrovia ha relegato Chinde ad essere un ricordo di se stessa, della sua storia e del suo passato. Oggi è il "buco" del mondo. Uno dei tanti buchi della terra dove arriva solo l'amore e la buona volontà di che vuole essere presente come testimone di speranza. Se si vuol raggiungerla via terra deve passare quattro bracci del fiume Zambesi. Se il traghettatore è sul posto ci vogliono 2/3 giorni. Se vai via mare, devi affrontare l'Oceano Indiano con piccole barche che sembrano gusci di noci di cocco armate di un motore raffreddato. Non raramente si ammala e ti lascia in acqua giorni e giorni finchè qualcuno non si accorge da terra e chiede soccorso per i poveri viandanti. Se poi decidi di viaggiare in aereo-taxi, allora aspetterai nella pista a terra battuta finchè qualche buon pilota si decide a scendere a terra...
Chinde ha sofferto la guerra civile in modo violento. Personalmente nei 10 mesi di residenza in questo lembo di terra sono fuggito 4 volte circondato e protetto da varie migliaia di persone alla ricerca di un nascondiglio improbabile. Io ne ho avuto salva la pelle... Ricordo che più di trecento persone civili sono morte nei furibondi scontri tra i due eserciti. La guerra è finita da 12 anni, ma la sua triste eredità continua nei bambini di strada!

Cosa possono fare i lettori per collaborare all'iniziativa?
Ora che le iniziative sono terminate, rimane la buona volontà dei lettori. Si possono collegare al sito www.chindechiamabari.org. per seguire l'andamento del progetto e le altre iniziative che in seguito si faranno e, in modo particolare, mandare le proprie offerte all'apposito c/c postale 49884307 intestato a:
Chindechiamabari
Missioni Estere Cappuccine
Via Abbrescia 104 - 70121 Bari.


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LA GAZZETTA DEL MEZZOGGIORNO

rubrica 'LO DICO ALLA GAZZETTA'

Padre Diego Pedone
ministro provinciale Frati Cappuccini di Puglia

Ringrazio tutti coloro che hanno risposto all'appello 'Chinde chiama Bari', in particolare i gruppi musicali che si sono esibiti, a titolo gratuito, domenica 25 gennaio, al teatro Piccinni: l'orchestra della scuola media 'Zingarell'; la banda dell'Università; coro voci bianche; Faraùalla; Tonino Zurlo ensemble; Cuerdas Unidas; Batucada; Compagnia Gegè; lazzo Project; Daniele di Maglie e Salamandra folk orchestra; Folkabbestia; coro dell 'Università e Inti Raymi; Medici al capolinea; Fra' Francesco Rutigliano; La Farandula 'il circo che non c'è'; Terrae; Insieme musica popolare; Alessandro Robbles e Luciano Damiani; Franco Paltera; Ivan Granata; Ziringaglia; Radio Dervish; Enrico Francone e il teatrino del Popolo; Trik e Ballak;Renato Curci Antonella Genga e Umberto Sardella; per l'audio Angelo Pantaleo (Tom Tom studio) e Gino Portoghese (Tracce sonore), assistente Ivan Dell'Edera; per l'organizzazione palco Stefania Perrone e Bernardo Pa llotti; per la realizzazione delle scene, i ragazzi dell'Accademia Belle arti di Mola della cattedra di Leonardo Specchio: De Zio Ilaria, Vieli Viviana, Rossi Sonia, Ladisa Vito, Muscatelli Domenico, Lanzillotta Fabio, Varvara Angela, Menga Vincenzo Mattia; Gianni Gelao e Mariannina Campanale; per la realizzazione del sito internet, il webmaster Gianfranco D'Onghia; per la segreteria, Ines Pierucci e Annalisa Marzocca.
Ringrazio inoltre le autorità che hanno messo a disposizione il teatro e gli impianti sportivi e tutti coloro che, partecipando nell'anonimato, hanno sostenuto il nobile scopo benefico dell'iniziativa.

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Inviato il: 6 Gennaio 2004
da: Convento Frati Cappuccini - Giovinazzo

Bravi Ragazzi!
Ragazzi del Vecchio Sud! Vi state manifestando (oggi...l'Epifania=manifestazione) davvero bravi e grandi! Il Sito cresce.... ed è una gran bella cosa! Vi sento molto gasati e pieni di entusiasmo a dare una mano ai bambini orfani o di strada della terra che si definisce il buco del mondo.... e cioè CHINDE. Un cittadina lontana, sul delta del fiume-papà Zambezi. Siamo quindi sull'Oceano Indiano, di fronte al Madagascar e quindi in MOZAMBICO!!!! Chinde quindi, terra lontana, terra che vuole creare ponti di solidarietà, ponti di rapporti, ponti di attenzione. La gente è ricca di cultura e di umanità. Se noi mandiamo "qualcosa" loro ci possomo spedire gioia, simpatia, umanità.... Ma il ponte voi avete gia cominciato a costruirlo... la prima pietra è questo sito. Molto già si è fatto per sensibilizzare BARI i suoi dirigenti al Comune e in tutte le istanze del servizio politico e sociale, la Provincia e le autorità che la reggono, e la Regione Puglia.... fatta di gente generosa , con le braccia aperte, gente che sa guardare lontano, oltre il mare che la bagna, verso tutte le direzioni, dove ci sono uomini e donne che amano, vivono, lavorano, soffrono, .... Ve lo assicuro ragazzi....tutti coloro che abbiamo avvicinato erano contenti di unirsi a voi, di collaborare a raccogliere le piccole pietre che servono per la costruzione della CASA DI ACCOGLIENZA di Chinde. Ognuno è disposto a mettere qualcosa nella bisaccia, la bisaccia della nostra ricchezza per dare un tetto, una sedia, un letto, un tavolo, un piatto, una penna e un quaderno ai bambini sfortunati che hanno perduto i genitori, ai bambini che solo una ... strada ha accolto... dopo che la guerra ha lasciato il suo triste retaggio di "GUAI". Mi congratulo con voi ragazzi! Avete superato le aspettative.... ma non siamo arrivati alla fine... voi chiedete solo 100.000 EURO PER REALIZZARE IL VOSTRO SOGNO.... Dai! forse ce la facciamo. Accogliete queste parole dette da un anonimo che segue quel che fate e che da voi riceve spinte per mettersi in movimento anche lui. Ho voluto scrivere proprio oggi, il giorno della B E F A N A. Giorno di uso e di abuso, di usa e getta... Penso: magari ogni bambino del mondo potesse avere accesso alla ricchezza di questa casa comune generosa per pochi.... avara per molti. Non voglio guastare la festa a nessuno. Godiamo di quel che abbiamo e facciamone con qualcuno!!! Vi abbraccio.
Convento Frati Cappuccini - Giovinazzo
anonimo
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